Monologo Vita spezzata

Una cosa strana è brutta da dirsi, ma è la realtà quando ti svegli in posti che odi, dove hai perso la serenità, la voglia anche di farti una passeggiata essendo stato massacrato dagli insulti di gente inutile che non sa cosa fare e insulta, una vita imposta dove non si avrebbe mai pensato di vivere, è una vita vuota dove non esiste il rispetto per te per la tua persona ma solo il profondo disprezzo perla tua persona ma solo odio assoluto mi regalano.

Dito contro è certezza, veleno non si fa cosi so solo io come si fa gente fobista come dico io che vive nelle loro fissazioni malate e si ostina, quando c’è molto di peggio nella vita che qualcosa del genere talmente futile.

Ali spezzate fà al mio caso ho vissuto una vita pensando che ogni cosa che facessi sia sbagliata tanto da non avere più reazioni, stimoli, voglia di fare qualcosa arrendendomi alla minima cosa pensando tanto poi mi prenderanno in giro, mi diranno che non si fa cosi oggi mi sono rotto di sopportare, in realtà da tempo faccio quello che posso parlo da solo non mi interessa più che sia anormale, non mi interessa che la gente mi dica che non so guidare guido da solo almeno so che nessuno mi criticherà “apparte i clacson che rompono se non parti veloce” negato nei parcheggi e chi senne frega ho una vita imposta che è molto peggio.

Sono io semplicemente me stesso straodiato, criticato, massacrato da tutti, ma sono io vivo nel illusione che cambi qualcosa mi presento cosi sono io andrea anormale per lei perché chissà cosa si nasconde nel mio aspetto fisico qualche centimetro di troppo per lei ma sono sempre un essere vivente, timido, riservato, troppo educato, ma anche pazzo, anormale per lei o voi, ma io quel bambino per tutti anche se ho dovuto rinunciare ad esserlo ad a 10 anni per la sopravvivenza.

La violenza “la sconosco purtroppo perché forse oggi sarei rispettato”, l’arroganza anche, la cattiveria pure non sei nessuno per qualcuno perché non hai queste caratteristiche, ma fa niente mi rifugio nei miei profonda sofferenza e anche se sembra che sia schiacciato da tutti sono ancora vivo purtroppo per voi.

Disperazione è un’altra parola che mi contraddistingue, perché ho una vita imposta quella di vivere dove sono nato e dove non voglio vivere, di non trovare lavoro, di non poter uscire senza i sensi di colpa, di non avere la compagnia per uscire il sabato sera o qualsiasi altro giorno. La disperazione di vedere solo odio profondo per la mia persona, perché sono nato, vedere anche da chi m’ha creato profonda sfiducia e tanta ma tanta disapprovazione e considerazione, sempre di un bambino per loro, essere sempre quello che non sono in moltecipli situazioni e fingere un andrea che non sono. Disperazione di non poter prendere la valigia e andarmene da questa terra e da questa casa per sempre, disperazione di non avere nessuno amico che mi apprezzi per come sono e che non mi faccia mai un complimento, disperazione di sentirmi sempre dire che non si piange sbagli, non hai problemi teli inventi tu, perché pulisci, perché sistemi, perché ti lavi, perché esci ecc mille esempi per dire che non va bene niente di quello che faccio. Scrivere l’unica cosa che faccio per comunicare, anche se so che nessuno leggerà perché non sono buonista non parlo di felicità perché non l’ho mai conosciuta questa parola, ma conosco la realtà che è peggio di quella che si immagina.

Rabbia un’altra parola che mi accompagna da sempre di non potermi difendere chissà per quale cavolo di motivo, rabbia di essere nato in questo mondo, rabbia senso di colpa infinito per essere ancora in vita perché avrei preferito non nascere almeno non avrei visto tutto questo. Rabbia per non essere stato apprezzato, considerato, soprattutto in modo positivo bello da qualcuno. Rabbia di vivere nella solitudine assoluta di vedere che nessuno ti pensa, ti cerca, ti chiama, ti manda un messaggio, ma mi considerano solo se hanno bisogno di qualcosa, rabbia perché per gli altri ho sempre qualcosa che non va.

Voglia di sparire o essere invisibile per vedere cosa direbbero di me, o cosa farebbero se io non ci fossi più ragazzo iper fesso, ma forse è meglio non vederlo non conoscere perché starei già male al pensiero “di vedere la loro felicità”.

L’addio che esce molto spesso un desideri estremo, di finire per sempre questa sofferenza sarebbe una grazia di non svegliarmi più qui, di non vedere più tutte le persone chi mi feriscono e che mi fanno male un desiderio estremo che mi accompagna da quando ero piccolo una vigliaccata per molti per me no anzi una liberazione infinita di lasciare il posto a loro saputelli che sanno tutto loro a gli stronzi schifosi che mi rovinano la vita ogni giorno a lasciare la mia vita a loro cosi da non disturbare più nessuno illusione anche questa.

Fine di un’altro monologo inutile per tutti

Iper Andrea fesso

 

Monologo Vita spezzataultima modifica: 2009-11-29T13:00:46+01:00da andry88c
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