I disaggi e discriminazioni di un ragazzo che vive nel 2010

 

Molti in giro dicono che noi giovani siamo fortunati perché siamo più agevolati io dico no da quasi ventiduenne infelice. Appunto di nuovo direbbero sei tu che sei cosi, no gli altri. Ma mi chiedo se non si riesce a trovare lavoro in generale non parlo solo di me, come si può essere realizzati o felici è un passo per me per acquisire un po’ di serenità e soprattutto indipendenza personale e di vita.

Oggi nel 2010 noi giovani non abbiamo più niente sembra di essere ritornati a chissà quali anni molti dicono eh c’è la crisi cosa vuoi, e io nel mi chiedo sempre? se è colpa mia perché sono nato e non posso avere neanche un lavoro per non parlare di altro.

La discriminazione tra uomini e donne eh maschilismo femminismo, però quando si vede gente che sfreccia in cambio d’ospitate milionarie in tv o chissà quale bel salotto solo per avere una quarta di reggiseno eh appunto gli altri direbbero è questa vita rassegnati il bello piace il volgare piace e la l’apparenza direi io. La discriminazione di nascere in un paese che senne frega del giovane ma, sicuramente forse dato anche dal nostro menefreghismo, il futuro dei giovani non l’avremo visto i tempi perché se non abbiamo un lavoro non vedo come potremmo avere una pensione, soprattutto poi con contratti a progetto o in nero, come vivremo il domani se non abbiamo certezze neanche oggi? È questa la vita direbbe, qualche sapientone, o qualche coetaneo direbbe eh fregatene sei giovane divertiti come se mi bastasse una birra o una sigaretta o chissà quale droga per dimenticare che non ho un futuro, o non abbiamo futuro. Vedo tanto menefreghismo verso il prossimo, e tantissime discriminazioni tra il troppo ricco appunto e il povero oramai la fascia media non esiste più dato dall’euro forse dato dallo stato, o chissà da quale motivo. Vedo che non si trova più neanche l’amicizia vera e sincera forse ero, un illuso io a crederci, perché ognuno è ben pronto a scavalcati e calpestarti appunto perché non sia tempo di pensare a queste stronzate eh già tu ti fai troppi problemi “cioè io”direbbero i coetanei fregatene parole, soltanto parole. Una persona come me che ha investito “illudendosi” tutto sul futuro su un eventuale riscatto personale nel futuro dopo aver visto e subito il bullismo fisico ma soprattutto psicologico “appunto i saputelli direbbero oh fa la vittima”, mi ritrovo a due anni a questa parte a girare nella speranza di qualcosa che poi si rivela un fallimento o un buco nell’acqua, “appunto gli altri direbbero chi senne frega” il menefreghismo appunto diffuso di questo mondo che quasi gode a vederti soffrire e morire dentro. Le ferite continue che si sentono dai buon saputelli, che ti dicono eh sei pessimista devi essere più propositivo, quando poi nella realtà e nel concreto non c’è niente vorrei vedere loro a mio posto loro parlano dal loro piedistallo di onnipotenza appunto cosa cavolo henne frega, tanto loro anno il lavoro, gli amici, persone che li apprezzano, ecc. Cosa cene frega è la risposta comune non pensare cosi, quando il vuoto attorno a te è certezza. Il menefreghismo diffuso mi accompagna, e ci accompagna perché ci sono troppi interessi meschini dietro, non interessa niente a nessuno fatto fuori uno dieci centomila si è più forti e più apprezzati. Eh tirati su dai appunto gli altri sorridi ma per cosa o chi?, per mascherare appunto come del resto faccio anche io però senza sorriso finto che va tutto bene, quando dentro sai solo tu cosa hai e non puoi neanche condividerlo con nessuno perché senno sei troppo pesante. Il muro della solitudine dell’onnipotenza e del menefreghismo perché appunto agli altri o anche a chi ti ha creato non importa figuriamo a qualcun altro. Il futuro mio non lo so visto il presente, visto dopo essermi ritrovato partito dalla Sicilia direzione Lombardia sperando in qualcosa di buono e investendo su un futuro migliore oggi mi ritrovo cosi a spasso dopo un corso gratuito che doveva formarti e aiutarti nel mondo del lavoro si, nei sogni appunto. Gli interessi sono troppo alti l’apparenza è certezza, il dentro non conta appunto il rispetto lo si ha, prende sono con l’aggressività, l’onnipotenza e la violenza non solo fisica, cosa cene frega a noi di quello che hai subito tu dimenticati cancella il passato, come se fosse facile dico io beh certo sul vostro piedistallo è facile parlare. Che vittimista direbbero appunto perché tutti anno, i problemi però senne fregano appunto beati loro dico io. Alla fin del mese cosa ti ritrovi a quasi ventidue anni il niente solo una quarantina di sofferenze ed umiliazioni, per un colloquio andato male se arrivi al colloquio appunto. La vita di un giovane quasi ventiduenne che non ha niente, calpestato dall’menefreghismo e dall’indifferenza altrui. Non conto, oh almeno conterò solo se sotto c’è un interesse altrimenti ciao, ciao. La fiducia in me stesso non celo si è vero ma continuando cosi come posso averla, quando non mela si viene data dagli altri, come posso crescere, maturare se sono sempre fermo nel mio tunnel senza uscita i saputelli direbbero volere è potere beh certo saputelli aggiungo io.

Un monologo “inutile per gli altri”di un giovane ventiduenne che dovrebbe avere un futuro, che dovrebbe spiccare gioia e invece è qua a sfogare la sua frustrazione e un po’ di quello che ha dentro nella speranza di trovare qualcosa, invece solo di vedere menefreghismo e onnipotenza altrui.

Anche, a te non tenne frega niente del futuro, DEL LAVORO, della vita, del rispetto, dell’educazione, della solitudine, indifferenza, sofferenza, umiliazione ecc, ecc????

Le faremo sapere in pratica addio, ecco cosa sento e vedo.

Andrea

 

 

I disaggi e discriminazioni di un ragazzo che vive nel 2010ultima modifica: 2010-05-02T07:22:00+02:00da andry88c
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